Gli inizi in umiltà


Il 23 gennaio 1885 a Loano, località in provincia di Savona, sei giovani donne vestono l’abito religioso assumendo il nome di Terziarie Cappuccine di Loano nelle mani del vescovo della diocesi di Albenga, Mons. Filippo Allegro. Le neo-religiose sono: suor Maria Geltrude di san Giuseppe (Anna Toselli), suor Maria Veronica di san Paolo (Catterina Mattalia), suor Maria Scolastica di san Benedetto (Caterina Rusca), suor Maria Francesca di Gesù (Anna Maria Rubatto), suor Maria Teresa del Crocefisso (Battistina Bruno) e suor Maria Luigia di san Pietro (Giuseppina Tortarolo).
La piccola comunità religiosa ha come scopo, oltre alla preghiera, l’assistenza domiciliare dei poveri infermi e l’istruzione catechistica delle fanciulle povere. L’Istituto nasce nel solco della tradizione spirituale francescano-cappuccina e le Terziarie professano la Regola del Terz’Ordine, ma il Vescovo si premura di stilare un primo Regolamento e di nominare Superiora colei che solo più tardi sarà riconosciuta fondatrice dell’Istituto: suor Maria Francesca di Gesù.
Ben presto le Cappuccine espandono la loro opera al di là della cittadina di Loano per prestare servizio nei paesi limitrofi della riviera ligure. Erano infatti i singoli municipi che, a fine secolo, a fronte di pochi e dislocati ospedali civili, provvedevano all’assistenza sanitaria dei propri cittadini, soprattutto in caso di epidemie (colera, tifo, vaiolo, influenza virale ecc.), attraverso l’opera delle religiose. E spesso una presenza temporanea diventa stabile: a soli pochi anni dalla fondazione le Terziarie sono presenti a Voltri (1886), Genova (1888), Sanremo e Portomaurizio (1889), Santa Margherita Ligure (1897), Albenga (1899) e Prà (1903) per l’assistenza domiciliare agli infermi, e nell’Ospedale civile di Levanto per il servizio infermieristico (1890).

Riproduciamo l’originale del documento più antico conservato nell'ASCG relativo alle Terziarie Cappuccine di Loano, risalente al 23 luglio del 1884. È una lettera stilata da Mons. Filippo Allegro, vescovo di Albenga, della cui diocesi Loano faceva parte, che ha fortemente voluto una Congregazione di suore dedite al servizio di assistenza domiciliare agli infermi indigenti.