Il Brasile, una terra amata fino al martirio


Nel giugno del 1899 Madre Rubatto accetta di collaborare alla missione dei frati Cappuccini ad Alto Alegre nel Maranhão (Brasile nord-est), inviandovi, accompagnate da lei stessa, un gruppo di cinque suore:
«Era stato p. Carlo di S. Martino Olearo ofmcap a fondare nel 1896 la stazione missionaria, intitolata a san Giuseppe della Provvidenza, posta in una colonia di popolazioni native. Il Cappuccino pensò immediatamente ad una presenza di religiose che potessero assumere l’impegno dell’educazione delle bambine native, ma le Comunità interpellate, anche con molti anni di fondazione, declinavano gli insistenti inviti per non esporre le proprie suore a gravi e diversi rischi. Dopo tanti rifiuti la richiesta ufficiale è rivolta a Madre Francesca Rubatto direttamente da p. Bernardo da Andermatt ofmcap, allora Ministro generale, nell’aprile 1898»1.
Di questa missione, nonostante le fatiche fisiche e psicologiche, gli sforzi dovuti all’adattamento al clima, al cibo e, non ultimo, alla lingua, Madre Francesca scrisse con fervore ed intensa partecipazione. Oltre a narrarne l’inaugurazione e descriverne gli aspetti particolari, nelle sue lettere si scorge l’intento di muovere il desiderio e la volontà di tante altre sue figlie e sorelle a partire per quella terra che di lì a poco vedrà compiersi la parola del Vangelo: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto. Se uno mi vuol servire, mi segua, e dove sono Io, là sarà anche il mio servitore» (Gv 12, 24.26). La documentazione è conservata nell’ASCG nella serie Corrispondenza, I.2 e I.3 del 1899-1900.

Ma il 13 marzo del 1901 le suore, i frati e la piccola comunità di laici che vivevano nella missione, vengono massacrati da alcuni membri della tribù Guajajara dietro istigazione dei proprietari terrieri della zona. Le sorelle di Alto Alegre saranno sempre considerate come coloro che, attraverso il martirio, hanno donato all’Istituto il sigillo dell’autentica testimonianza cristiana.
La missione continua: in Brasile nel 1963
Le Terziarie torneranno in Brasile solo nel 1963, nello Stato di Rio Grande do Sul, con una fondazione nell’Ospedale di Barros Cassal e poi in quello di Tapera (1971).

Alto Alegre: il ritorno in…perfetta letizia (1975)
Richiesta la loro presenza dal vescovo cappuccino di Grajaù, Mons. Valentino Lazzeri di v.m., nel febbraio del 1975 le Cappuccine possono finalmente tornare, dopo averlo tanto desiderato, nella terra consacrata dal sangue delle martiri, la missione di Alto Alegre, e qui, per molti anni, lavorano con i nativi.
Il 1° marzo del 1975 il giornale locale ‘O Passaro’ di Barra do Corda (Brasile nordeste) salutava il gruppo appena arrivato delle quattro missionarie Cappuccine [sr. Guglielmina Locatelli, sr. Teresa Cattaneo, sr. Luisa Civillini e sr. Francesca Scandella, accompagnate da sr. Romana Villa, Madre generale, e sr. Attilia Ré, Consigliera generale n.d.A.]: Leggi tutto

I primi giorni dell’arrivo sono stati narrati da Madre Romana ripensando all’episodio della perfetta letizia di san Francesco: Leggi tutto
Nel 1981 sono però improvvisamente costrette a ritirarsi e ad abbandonare per la seconda volta Alto Alegre, perché la FUNAI2 aveva tracciato i confini delle terre destinate agli indios includendo Alto Alegre, allora abitata da 2000 persone che vivevano poveramente dei frutti di quella terra; pertanto, a causa di pressioni di carattere politico, e solo apparentemente nell’interesse degli indios, le abitazioni vengono rase al suolo e gli abitanti costretti a forza a sfollare.
Le testimonianze dell’abbandono di Alto Alegre (1981)

«(…) è arrivato il giorno tanto temuto per gli abitanti di Alto Alegre Leggi tutto

«(…) in che desolazione si trova Alto Alegre! Leggi tutto

«(…) in un primo momento c’è stato sgomento tra il popolo Leggi tutto

«(…) Non pensarci avvilite o scoraggiate. Leggi tutto

Dopo l’abbandono di Alto Alegre, con le urne delle Martiri, la Comunità s’insedia nella vicina città di Barra do Corda dove, ancor oggi, continua a svolgere un prezioso servizio sanitario ai più poveri e di catechesi ai bambini.
Ma nel marzo 1983 in Alto Alegre di abbatte un’altra drammatica ed inaspettata sequenza di violenze e distruzione:

«(…) In accordo con la FUNAI i Padri collocarono in Alto Alegre una famiglia a custodia della Missione Leggi tutto

Ancora qui, in Brasile
Sempre in Brasile la presenza delle Cappuccine si è estesa progressivamente anche al lebbrosario di Grajaù, (1978), Barracão (1980), Lagoão e Vila Costa (1983), Fontoura Xavier e São Luis (1985), Campo Borghes (1987), Porto Alegre (1989) e Passo Fundo (1993). Nel 1999 nasce a Belén do Pará una nuova presenza delle sorelle Cappuccine trasferita il 25 marzo 2004 ad Ananindeua, da cui il 6 agosto 2016 le suore sono state ritirate. Il 29 aprile 2009 è stata aperta una nuova fraternità a Campo novo Parecis, nello Stato di Mato grosso, e l’8 settembre 2013 quella di Vilhena, nello Stato di Rondonia, tuttora attive nella pastorale educativo-sanitaria.


1 Cfr. G. MERLATTI, Amore e martirio nella foresta, Milano, 2000, pp. 21 e ss.
2 Fondazione nazionale Associazione Indi.
3 Dall’informativo “Da un capo all’altro” n. 75 dell’8 settembre 1983.