Verso le ore 18:15 del 29 giugno 1944 diciotto bombardieri U.S.A. non riescono a colpire l'obbiettivo prefissato: i tre ponti sul torrente Maremola. In compenso cancellano per sempre il quartiere dell'Aietta e cinque civili e un soldato tedesco muoiono sotto le macerie dei lavatoi pubblici siti in Via Borro. 350 vani del quartiere Aietta rimangono polverizzati dai micidiali ordigni del peso di 250 kg.
Anche la Casa di assistenza agli infermi dedicata a san Giuseppe, è distrutta a causa dello spostamento d’aria, insieme alle case della zona circostante. Dopo quest’evento le Terziarie Cappuccine torneranno a Pietra Ligure solo nel 1956.

Ricordiamo che Pietra Ligure, durante il periodo bellico (1940-1945) subì circa trenta incursioni aeree, tra bombardamenti e mitragliamenti, oltre ad un cannoneggiamento navale che colpì il Cantiere C.A.M.E.D e alcuni palazzi.

Nell’ASCG sono conservati due documenti che testimoniano il disastro prodotto dall’attacco aereo alleato sulla cittadina ligure e il maggiore abbattutosi sulle case delle Cappuccine in tutto il periodo bellico.

La Cronaca della “Casa S. Giuseppe” ci ha conservato un resoconto del bombardamento su Pietra Ligure avvenuto il 29 giugno 1944.

Dalla Cronaca di Pietra Ligure 1944 1

Madre Anacleta, allora residente a Loano con il Consiglio generalizio e le Novizie, indirizza a sr. M. Concessina una lettera nella quale narra il bombardamento di Pietra Ligure. La destinataria faceva parte della comunità di Pietra Ligure, ma in quei giorni si trovava dai suoi, pertanto non aveva assistito alla distruzione della casa.

Lettera di Madre Anacleta a sr. M. Concessina (Loano, 10 luglio 1944) 2

Pietra Ligure è un comune in provincia di Savona, a pochi chilometri da Loano, sede di fondazione delle Terziarie; quest’ultime vi inaugurarono la loro presenza nella Casa di San Giuseppe il 14 Novembre 1925, chiamate dal Comm. Antonio Accame allo scopo di assistere gli infermi a domicilio e tenere un laboratorio femminile. La Casa apparteneva alla Congregazione di Carità e le Suore ne avevano solo l’usufrutto. Le prime suore ad esservi mandate furono: suor M. Giuseppina Lagomarsino, suor M. Paolina Rainusso e suor M. Romilda Boero” 3.

“(…) rasa al suolo dal bombardamento aereo del 29 Giugno 1944 venne riedificata dal Genio civile per interessamento della sig.a Caterina Accame ved. Pegollo e con ricavi della lotteria. La casa, terminata e arredata da una cucina e un po’ di mobilio procurato dalla stessa benefattrice, oltre che dalla Curia generale, venne abitata dalle Suore il 9 Agosto 1956.
Le Suore, sr. M. Ida Benzi, sr. M. Concessina Burlando, sr. M. Umiliana Pasqua e sr. M. Celestina Pellicioli, destinate a continuare nelle mansioni precedenti (assistenza ai malati, laboratorio di cucito e ricamo) furono accompagnate da sr. M. Pia Vernazza, Madre generale, dalla Vicaria, sr. M. Francesca, e da sr. M. Clelia, Assistente generale4.
Le suore sono state ritirate da Pietra Ligure nel 2000.


1 ASCG serie Case Istituto, Pietra Ligure: Cronaca.
2 ASCG serie Case Istituto, Pietra Ligure: Corrispondenza.
3 Cfr. ASCG serie Case Istituto, sottoserie Miscellanea: “Prospetto cronologico di tutte le Fondazioni d'Italia, d'America e di Africa O.I”, 1.
4 Cfr. ASCG serie Case Istituto, sottoserie Miscellanea: “Case dell’Istituto. Data di fondazione”, 2.