Fondo Orfanatrofio “Madonnina del Tembien” di Albenga

Estremi cronologici: 1920 ott. 28 – 1971 mar. 19
Consistenza: n. 1 busta e n. 1 quaderno
Descrizione: Il fondo contiene la documentazione dell’orfanatrofio di Albenga. «La Casa venne aperta il 10 dicembre 1899 e deve la sua fondazione a S. Ecc. Mons. Filippo Allegro (…). Le Suore erano già state in Albenga per l’assistenza dei vaiolosi nel lazzaretto nel settembre-ottobre 1889 (…) Ritornano stabilmente dieci anni dopo. La signora Barbaretta Trinchero le [sic] offerse la propria casa in Via Roma»1. «Nel 1932(…) anche il Consiglio Diocesano della G.F.[Giovani fasciste n.d.A.] di A.C. [Azione cattolican.d.A.] venne a rifugiarsi presso le Suore Cappuccine (…). S. Giuseppe 1936: posa della prima pietra dell’edificio di Via Trieste (…) fu costruita la prima parte dell’edificio e cioè il salone con il palco e si idearono le tre stanzette sopra il portico del cortile (…) Una venne destinata a sede diocesana della G.F. Le altre due ad aule per lo studio del piano. Il vecchio salone fu trasformato completamente realizzandovi l’attuale cappella e quanto c’è oggidì (…). 1938 – La provvidenza si fece viva nella persona di Fra Ginepro (…) Egli era alla ricerca di un luogo dove costruire un orfanatrofio per gli orfani dei militari caduti nella guerra di Etiopia (…) Fu ripresa la costruzione della casa portandola a tre piani. Piano terreno: teatro per recite, adunanze, corsi, conferenze. 1° Piano: Laboratorio e opere parrocchiali. 2° e 3° Piano: Orfanatrofio del Tembien (…). Il titolo “Madonnina del Tembien” ricorda un episodio patetico della guerra d’Etiopia: un soldato, rimasto ferito durante la battaglia sulle alture del “Tembien”, sentendosi lentamente morire, aveva scolpito su una pietra di ardesia nera del luogo, un bassorilievo raffigurante la Vergine amorosamente china su un soldato morente. L’effige, staccata delicatamente dalla roccia, fu portata in Albenga da Fra Ginepro sull’altare che si trova racchiuso nel grande armadio al fondo del salone (…). Da allora, per oltre quarant’anni, nella casa S. Giuseppe e nel “Tembien” si svolse un’attività intensa (…). Negli anni 1942-’43 vi si organizzarono dei corsi accelerati per ragazze per il conseguimento della licenza Avviamento Professionale e Commerciale. L’Associazione A.I.M.C.2 vi tenne i suoi corsi di cultura religiosa e professionale per maestri e genitori (…) Il C.I.F.3 vi appoggiò le sue colonie, i suoi campi solari e i suoi doposcuola (…)» (dalla Piccola storia della Casa). Anche nel dopoguerra l’Opera continua a svolgere un servizio assistenziale-educativo per le bambine orfane, disadattate o appartenenti a famiglie in difficoltà. Tra il 1956-1958 la Casa viene ampliata ed elevata a sei piani e successivamente, tra il 1973-1975, assume un altro indirizzo: non più Istituto per orfane aperto anche a soggetti provenienti da altre province, ma opera a servizio delle esigenze locali, strutturato come convitto e semiconvitto. L’attività cessa nell’ottobre del 1985 per esigenze nuove, dettate dalla legislazione italiana in materia di assistenza ai minori. Nel precedente ordinamento l’intero Fondo era conservato nella busta denominata: “Albenga. Madonnina del Tembien” insieme ad un’ampia documentazione, afferente sia la Curia generale che quella della Provincia italiana, nella serie Case chiuse.

SERIE AMMINISTRAZIONE
Estremi cronologici: 1920 ott. 28 – 1962 dic. 8
Consistenza: n. 1 busta
Descrizione: La serie consiste del superstite carteggio tra la Superiora e Mons. Angelo Cambiaso, vescovo di Albenga, e il canonico don Giacomo Durante, insieme ai rendiconti economici per lavori di ristrutturazione dell’Orfanatrofio e un libretto di assegni dell’Istituto bancario S. Paolo di Torino con matrici attestanti i pagamenti.

SERIE CRONACA
Estremi cronologici: 1927 lug. 22 – 1961 mag. 15
Consistenza: n. 1 quaderno
Descrizione: La serie contiene un memoriale della presenza delle Suore Cappuccine nella casa di Via Trieste 37 in Albenga dal 1910 al 1971. Configurata inizialmente per il servizio di assistenza degli infermi a domicilio, successivamente l’attività fu ampliata con un oratorio e laboratorio femminile, più tardi dedicata all'orfanatrofio per i figli dei caduti di guerra in Abissinia.

1 ASCG, serie Case, sottoserie Miscellanea, fasc. 1.
2 Associazione italiana maestri cattolici.
3 Associazione femminile cattolica italiana.